Cerca che il respiro ti definisca, cerca di riuscirci.
Diventa consapevole, paziente con te stesso
ed estenditi con serenità.
Osserva i pensieri, lasciali tranquilli,
che scorrano con fiducia, senza temerti.
Lasciali passare, non inibirli né fermarli,
che ti attraversino, finché non sapranno da soli
di cosa tratta il tuo sentire, la tua disposizione, ciò che vuoi.
Il risultato sarebbe che la tua mente si calmi
e si senta accolta.
Non è così facile contenere ciò che è,
ciò che le chiedi, le attribuisci, le offri.
Che sappia che il respiro dissipa,
che quella gestione della memoria che svolge,
sia degna, nobile, che sei già nel compito che è,
e che non faccia pressione.
Osserva la tua capacità di rimanere immobile,
il piacere che dà giocare così con l’attenzione,
saperti contenere e gestire consapevolmente il tuo respiro.
Con piacere, perché se senti tensione, respira di più,
concentrati sul dolore, sull’angoscia,
fino alla memoria nascosta.
Il mio respiro è tutto,
è la fonte principale di ciò che sono
e del soffio divino che esiste.
È la mia stessa vita.
Il mio respiro è tutto e nutre tutto il mio Essere,
per questo devo sapere di cosa lo nutro,
cosa oso respirare, dove, con chi.
Divento sempre più consapevole
e respiro sempre più consapevolmente.
Quando so di aver già attraversato momenti
di scomodo trattenimento,
di accelerazioni devastanti,
di privazione e persino di soffocamento,
insisto nel concedermi il respiro che è,
per saper e poter respirare così, con calma,
sapendo che questo è il modo più nutriente
per alimentare il mio Sé.
Non ho più cosi tanta fame né tanta sete,
so fare ciò che è, sapendo chi sono.
Continuo a potenziare il mio silenzio,
apprezzando la mia quiete e commuovendomi
per questo gesto d’amore verso me stesso.
Non devo tormentarmi più,
ho imparato, ho capito,
e sto mettendo in pratica ciò che il mio Essere è,
accettando dove mi sono stabilito,
ciò che vivo oggi, il presente che è,
e tutto ciò che accade.
Lascio che il mio silenzio mi parli.
Non ho più paura di ciò che è il mio silenzio,
e lo sento, lo percepisco, determinato,
a fermare quella folla a cui mi sottometto
in modo così inconsapevole.
Che grida, reclama, urla, vocifera,
insulta e si aggredisce, per non sapere ciò che è.
Non posso più disconoscermi né ignorare nulla,
è tutto così evidente.
Come non valorizzare ciò che raggiungo?
Raggiungo il mio stesso respiro,
tutto ciò che contengo
e ciò che sono in grado di esprimere,
così come ciò che mi spinge a essere e a fare
partendo da questo sentimento così umano,
il quale mi spinge, allo stesso modo,
a raggiungere ogni essere umano.
Taccio con amore,
con rispetto, con fiducia, con verità.
So che saprò sostenermi, non arrendermi,
esprimermi semplicemente come sono.
Cosa sta succedendo in questo mondo?
Chi siamo in questo mondo?
Cosa vogliamo in questo mondo?
Cosa desideriamo raggiungere?
Se siamo il Sé.
Respira profondamente
contenendo ciò che sei,
cercando di decifrarti sempre di più,
prenderti cura di te così come si deve e, soprattutto:
amarti come vuoi.
Devi volerlo.
Respira profondamente, con gratitudine,
per ciò che ti proponi sempre di più.
Sii fedele a te stesso, respira.
Om Namaha Shivaya


