Non c’è ritorno

Meditación con Mataji Shaktiananda

06·05·2026

Visualizza te stesso dove ti trovi
e affina quella visione che ti immagina.
e fai un percorso utilizzando ogni respiro e lasciati andare.
Non trattenere la tensione,
fai in modo che ogni respiro ti alleggerisca
e mantieni un tuo ritmo che, inizialmente,
risponda persino al tuo pensiero,
fino a concentrarti maggiormente e il respiro dissolva.

Sai perché fai questo?
E dovrebbe essere per entrare in connessione,
affinché tutti i tuoi circuiti,
fisici ed eterici, possano fluire.
E che, in qualche modo,
tu possa percepirlo
e che questo non smetta mai di commuoverti,
perché sei un essere che ha saputo sbocciare qui,
al di là di ciò che sia stata la nascita,
in questo modo di radicarti nelle tue proprie circostanze.

E ciò che dovrebbe farti più piacere
è voler e saper vivere, e che ogni respiro te lo indichi,
te lo permetta e tu ne goda;
e che tu sappia che è il più sottile contatto con il tuo Sé.

E dovresti placare le tue paure,
focalizzare la tua mente,
allineare la tua anima e prepararti per essere di più,
prestando attenzione a tutto, a tutto ciò che si produce.
E saprai già come sono cambiati i tempi,
Ti sarai chiesto tante volte:
perché questo adesso? Perché sono qui?
E, se c’è una cosa a cui devi credere,
è aver voluto produrre questa circostanza, nessun altro.

E il respiro te lo dimostra,
il tuo respiro indipendente, il tuo respiro autonomo.
Osservati, sai cosa significa trovare un momento,
uno spazio, una forza per contattare te stesso?
E questo deve parlarti di te.

Mantieni il respiro sereno, breve, sottile e costante.
Sai cosa significa saper creare uno spazio dentro di te?
Qui, dove oggi regna più che mai un vuoto soffocante
dove si pretende che tu lo riempia a tutti i costi,
anche con qualcuno che non sei tu.
Respira essendo te stesso,
un vuoto in cui tanti
cercano di fuggire da sé stessi, e tu, respiri.

Respira dalla tua natura,
perché saprai dire:
ho saputo, ho voluto, ho potuto
colmare quel vuoto con tutta questa natura
essendo naturale in me stesso.

Respira con naturalezza,
senza sforzo, senza affaticarti,
senza logorarti né stancarti.

Allora fai un respiro
così profondo che non esiste vuoto possibile,
al contrario, ardi con fervore, ami con fede,
conciliando la tua verità e ti senti essere,
capace inoltre, di non decadere,
di affermarti senza superbia e con umiltà,
e di superare questo spazio così calamitoso.
E il tuo respiro, la tua fiducia, la tua verità, il tuo tempo, la tua vita.

E raggiungi la tua pienezza, cosi tanta
che persino le tue braccia si aprono e ti senti in contatto,
e ricevi e doni, e senti la forza
e lo spazio si apre, ed eccoti lì:
splendente, riconosciuto, sostenuto.

Se esiste il vuoto, lo contieni, nessuno te ne crea un altro.
E decidi di resistere, di non ingannarti, di non cedere,
di scoprire di più e di andare sempre avanti.
Non c’è ritorno.

E ti arrendi con gratitudine,
ti prometti e ti impegni a esprimerti con amore,
in ogni azione, davanti a ogni essere.
E il respiro cessa e ti contieni, e contieni tutto.
Ti senti appagato
e pronto ad abbandonare questo vuoto,
essendo chi sei, andando dove sai,
rispondendo al Sé, consacrandoti nella luce
e accettando: non esiste nulla, non esiste nessuno.

Il respiro è il contatto, lo sai.
Respira profondamente, riconosci il presente,
mantieni la fermezza, non rispondere al dolore,
tanto meno alla paura, e rifletti la tua luce.
Sii la tua luce.

Om Namaha Shivaya

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