Proclama la pace e dispensa amore

Meditación con Mataji Shaktiananda

28·05·2025

Diventa presente
e osserva attentamente il tuo respiro.
Allo stesso modo, situati bene in te,
sii grato per questo corpo,
che si muove anche,
ti trasporta, ti conduce, ti fornisce, ti posiziona.
Respira in esso, per esso,
per la salute che gli procuri.

Presta attenzione al respiro.
Osserva il tuo ritmo,
in modo da poterlo gestire,
mitigando l’ansia.
Questo accade molto all’inizio,
quando sai già di voler fare questo.

È persino salutare,
mantenere un po’ di ansia
verso noi stessi.
Un po’ di emozione, persino di gioia.
Nonostante tutto,
è sempre una conquista.

Quindi respira
e permettiti di approfondire, andare più in profondità,
di muoverti verso l’interno
,
di liberare il tuo corpo.
Il respiro che riempie,
che inonda la tua mente,
le fa sapere che sei qui, così,
nella quiete, nel silenzio,
persino in attesa,
raggiungendo un momento e un sentimento
d’amore verso te stesso.

Dimmi, tra tutto ciò che fai,
cosa c’è di più di questo?
Dirai: assisto, mi preoccupo, consulto,
produco, interagisco,
di fronte a questo che cos’È.

Come pensi di riuscire
a fare bene tutto il resto?
Osservati.
Cosa ottieni?
Non accontentarti del sentimento;
espandilo, abbraccialo, non limitarti.

Lascia che tutto il tuo interiore si espanda
e inizia così, con quel sentimento,
ma fai ancora di più.
Siamo così capaci,
ancor più, se hai lavorato sulla tua intima benedizione: essere questo.
Soprattutto, quando agisci bene,
ti conosci, ti presenti di fronte a te,
rispetti te stesso e sai come rispettare
quando ti esprimi,
ed è ciò che senti, non menti né ti giudichi.

Respira, e il tuo evento inizia ad accadere,
il tuo sano e giusto spostamento.
Lasci il corpo e ti elevi
verso dimensioni diverse,
accessibili, possibili.
E percepisci il manifesto e l’immanifesto,
la creazione e la ricreazione,
ciò che esiste al di là di tutto questo,
così dentro di te, come parte di te, così perfetto,
così luminoso.

Non esiste nessuna situazione, niente,
ed è allora che puoi agire di più.
È allora che ti rafforzi, ti riconosci,
e ti dico in bene: puoi.
Ti spersonalizzi e produci compassione,
testimone come sei,
di tutto ciò che accade qui.

Che il tuo amore ti raggiunga.
Quanta sofferenza! Quanta miseria!
Quanta sventura! Quanto egoismo!
Quanta ignoranza! Quanto disprezzo!

E lì, essendo chi sei,
essendo dove sei,
dove vuoi, dove puoi:
dispensa amore.

Proclama la pace,
perché finché il sentimento è maledetto,
non sarà possibile.
Lo sai bene: non è punizione,
non è empietà, non è abbandono.
È verità, è Legge.

Dirai: “e il mio amore?”
Pronuncialo, esercitalo, donalo,
non rinunciare ad esso finché vivi
e finché non trascenderai.

Lascia che il tuo respiro pronunci amore,
abbi fiducia in questo.
Se vuoi e se verità sei, potrai.

Respira profondamente,
soddisfacendo il tuo corpo,
così gentile e pieno di bontà.
Preparati a tornare
e proseguire in questa esperienza,
che capisci sempre di più
e che sopporti sempre di più.
Sii grato per il tuo respiro, il tuo silenzio,
la tua quiete, il tuo contatto
e la tua volontà.

Respira profondamente
e dedica il tuo Essere a ciò che sei,
a nient’altro, a nessun altro.
Alla luce che È, alla forza vitale,
alle buone azioni, al non nuocere.
Riconosciti, riaffermati.

Om Namaha Shivaya

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