Formula coraggiosa, amore e silenzio

Meditación con Mataji Shaktiananda

19·02·2025

Tu, non cercare nulla,
 lascia che il tuo respiro ti trovi.
 Quindi lasciati andare, in quella che può essere la tua sottigliezza,
 vincere per il tuo respiro. Cedi.
 Non permettere che nessun pensiero,
 sensazione, ostacoli quello.

Non sentirti così padrone di te stesso,
 del tuo respiro,
 non cercare il dominio né il controllo,
 forse l’allineamento, la regolazione, il piacere.

 Assumi in questi momenti la tua divinità,
aprigli la strada, o non ti stanchi di tutta questa mondanità?
So che ti distrai, ti trascuri, occupi te stesso.
 E anche se hai propositi e proposte,
 l’ego ti sfugge e fa disastri.

Non vale che sia solo in questi momenti
 in cui ti senti cosi, divino.
 Quindi respira consapevolmente,
 concentrati sul tuo petto, fallo ardere,
 che tutta la combustione del tuo respiro
 confluisca li, in quello che potrebbe essere sentirti
 nella dedizione in cui sei, in quello che ti offri,
 in quello di cui credi di aver bisogno.

Se quello che senti è un’oppressione, resisti, passa.
 Più che una tensione è… come potrei dirti?
Cosa potrei dirti?

La tua connessione più intima e profonda
 con il tuo intero sistema.
 È ciò che ti esprime, quindi respira lì,
convinto di chi sei e di cosa fai,
 finché non diventa irresistibile l’impulso di dire a te stesso:
 mi amo così tanto, mi voglio così tanto bene,
 mi valorizzo così tanto.

E il respiro che fa eco,
 che emana quello, che lo proietta,
 e tu lì, consapevole di te stesso, di tutto questo.
 E l’oppressione, l’ardore, l’attivazione,
 il condotto, tu.

Fai si che il respiro cosciente
produca ciò che quell’incontro
del tuo respiro è in te, con te.
 Ciò che si nutre, ciò che riceve,
 e tutto ciò che dipende da quello, da lì,
 tutta la tua vita, quella che è stata, è e sarà.
Come non sentirti divino?

Anche se non vediamo nulla,
 l’interconnessione è così autentica,
 ancor più, se c’è l’intenzione, la forza
 e quel sentimento, quello che custodisci così saggiamente,
 quello che ti sei proposto,
 avendo prestato attenzione e compreso
 ciò che siamo e facciamo,
 e quanto abbiamo combattuto
 per preservare ciò che tutto questo è.

Se vuoi metterti alla prova,
 chiediti: cosa voglio?
A partire da ciò di cui credo di aver bisogno.
In cosa o in chi credo, quando la mia ragione dubita?
Cosa vedo e cosa non vedo?
Quando voglio convalidare ciò che sento.

Respira in modo sempre più sottile,
 affidandoti a quel potente ardore,
 quello che si impadronisce di questo momento.
 Rimani lì, entra nel tuo silenzio,
 dagli validità, è la tua conquista.
 Il silenzio è una conquista, credimi.

Niente da dire, niente da aggiungere e ancora di più,
se nasce dalla tua verità, quella che non teme nulla,
 non nasconde nulla e non vale l’inganno.
 C’è chiarezza, c’è liberazione, c’è guarigione.
 E non hai detto nulla,
 solo quello stato in cui oggi
sai trovarti, così tanto in te.

Respiro amore e silenzio,
 formula coraggiosa per ciò che l’Essere è.
 Ma non fidarti, il tuo ego gioca sempre male,

ancor più, quando crede di essere divino.
 Soffocalo, affogalo, distruggilo,
riducilo a nulla.
 Questo è ciò che fa la tua verità, la tua ferma verità.

Respira profondo dopo tanto sollievo,
 sapendoti più libero, più amato,
 respira profondo e conversa con te stesso
 dal silenzio stesso, qualunque cosa ti venga in mente,
 qualunque cosa ti faccia sentire bene,
 ma che sia verità, non il tuo inganno.

Prometti a te stesso pazienza,
se non riesci a raggiungere i tuoi obiettivi.
 Abbi fiducia, sei in ciò che È,
 essendo chi sei, sempre di più.

Fai un respiro profondo e mostrati in gratitudine.
 Il divino è grato, apprezza quello,
 procurati quello, medita di più, sii buono.

Om Namaha Shivaya



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