Un frattale cosciente

Meditación con Mataji Shaktiananda

12·02·2025

Sei venuto e, prima di tutto,
così come ringrazi te stesso, ti ringrazio.
 Sai, questo è sempre come un appuntamento,
 in cui, naturalmente, media l’amore.
 Quello che custodisci in te, per te,
 e quello che oso sentire.

 Se la gente sapesse,
 quelli che non si dedicano a questo, non tarderebbero.
 È un atto così sublime, così affascinante
 e così azzardato, forse è per questo.
 Perciò sentiti sempre chiamato,
 ricambiato, in vista della tua risposta,
 e realizzati in quella volontà di respiro,
 così pacifica, anche se contieni inquietudine,
tensione, preoccupazione.
Serenati e preparati a questo esercizio così intimo,
 in cui solo il tuo respiro conta.

Ti osservi brevemente,
 ti metti alla prova nella tua quiete, e ti stabilisci li.
 Lascia che la mente sappia cosa stai facendo,
 dalle il suo tempo, di respiro in respiro.
 E accade, è come una depurazione,
ti schiarisci, ti alleggerisci,
 perfino ti sollevi.

Produci una dispersione,
spaventi i tuoi pensieri con tale serenità,
 non osano distrarti, distorcere
 qualcosa, turbarti.

 Stai emettendo la frequenza di un’azione,
 e quello comincia a registrarsi, ad attenersi.

Percepisci il tuo corpo nella quiete,
 è come una forma di resa a te stesso,
 e quello è amore.

Il respiro avanza sempre più esecutore,
 quelli non osano nemmeno.
 E non è perché sia io a parlare, di solito i pensieri
 non sono così rispettosi,
 ma ciò che si manifesta in te merita,
è un atto d’amore.
 Che rispettino.

Il respiro ti compiace, ti sostiene.
 Lo scenario che sei, come si apre!
 E si illumina con ciò che la tua presenza è:
 un essere dotato, splendido, cosciente, donato.

E il respiro breve, impercettibile, sottile,
 che ti attraversa in quello che il tuo spazio è,
 mentre tu, con tale capacità,
puoi persino abbandonarlo.
 Te ne vai, non indagare nemmeno dove,
 non chiedertelo, ti trovi nella quiete,
 ma sai quanto è espansivo il tuo Essere.
 Quanto può raggiungere, quanto è infinito.

È quando inizi a rischiare tutto,
 tutto ciò che sei, che si faccia, che sia.
 E il respiro che sostiene, spinge.
Quale limite? Cosa riserveresti?
Cosa vorresti abbracciare?
Immagini qualcosa?
Verso dove bisognerebbe andare?
C’è qualche segnalazione, demarcazione, destinazione?

E il respiro che diminuisce così,
 e quando si è così dentro,
si è ovunque,
in ciò che esiste e in ciò che non esiste.
 Perché quello che succede davvero
è che smetti di esserci, per essere quello che sei:
 un frattale cosciente,
perché hai preso coscienza di te stesso,
 sai cosa ti abita, inoltre lo senti
 e, soprattutto, ami quello.

Per quanto ne so,
non c’è bisogno né di dirlo, né di sentirlo,
 né di forzare la sensazione, tanto meno qualche ragione.
 È il tuo respiro, il tuo meraviglioso respiro, il
 tuo atteggiamento deciso.

Un frattale cosciente, con respiro proprio.
 Una forza d’amore, che altro?
E la cosa più immensa:
l’immersione in ciò che il Nulla è.
 Sottili scorci, ritmiche pulsazioni, remoti
battiti, in sinergia con i tuoi.
 E l’impermanenza, cosa dici?
E quello che suscita,
che non sarebbe rimanere così, al contrario.

Non credere che ti ricordo
 quello che ancora succede:
 siamo qui senza appartenere, viviamo qui.
 Chiediti, fino a quando?
Ma la cosa più confortante:
 stiamo lavorando con il respiro che è,
 incoraggiandoci, mantenendoci,
 rendendoci presenti in ciò che sono i nostri appuntamenti,
 e, soprattutto, sapendoci amare.
 Non è poco.
 Sapendo anche, gestire il tempo che è,
 e ancor più il nostro.

Respira profondo,
 considera sempre la tua condizione,
 quello che sei riuscito a fare
 e a sapere di te stesso.
 Quello che senza fretta, senza alcuna urgenza,
 hai saputo ottenere in te,
 quello che è accaduto e che già riconosci,
 così come quello che vuoi e scegli oggi:
 essere ben posizionato in te stesso,
sperimentando la tua portata,

eseguendo la tua volontà
e sostenendo un proposito:
 essere nella coscienza,
 fino a quando non abbandoni tutto per raggiungere di più te stesso.

Fai un respiro profondo,
 pronunciati in gratitudine e ritorna.
 Vivi qui, molto di te ti aspetta e gli altri anche.
 Ricrearti in quello, respira nella calma
e realizzati nei tuoi accordi,
 rifletti sempre la verità,
 cerca l’esattezza e non riposare nell’amarti di più.

Om Namaha Shivaya



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