Consegnati a ciò che sei veramente

Meditación con Mataji Shaktiananda

02·04·2025

Alimenta in modo sano il tuo respiro,
 depurando i pensieri,
senza cedere a nessuna tensione.
 Mobilita internamente quel prana
e percepisci sottilmente ciò che produce.

Eleva consapevolmente quel respiro.
 Prima concentrati sull’Anahata
e respira da lì, con cuore puro.
 Visualizza ciò che vi risiede,
come si individua, e pronuncia qualche ragione
 sul tuo cuore,
 la migliore che puoi elaborare, e che senti.
 Centra il tuo respiro.

Irriga ascendentemente verso Vishuddha.
La tua voce, la tua parola,
il tuo pronunciamento, il tuo verbo.
Quanto dici? Quanto parli?
Cosa sostieni? Cosa difendi?
Quanto sei in attacco?

Respira lì, pronunciando internamente
 il suono primordiale, producendo una vibrazione,
un’Om intimo, interno, quasi muto.
 Provaci.

Percepisci te stesso e continua a salire fino ad Ajna,
 la tua visione interiore, così insondabile,
 così profonda, e realizza Shambhavi mudra,
 confluisci lì, nel tuo sguardo eterno,
 da dove hai visto tutto,
ti sei sempre visto.
 Respira così, guardandoti, guardando tutto,
 così consapevole.

Respirando così, apri il Sahasrara
 respiro dopo respiro.
 Respiro dopo respiro, la tua immensa finestra di luce,
 il tuo immenso cielo, la tua cupola estesa
 verso il tuo Sé espanso.

Respira la tua quiete, la tua volontà,
il tuo sforzo, la tua concentrazione,
 la tua attenzione, la tua dedizione.
 Rimani cosi in quel contatto con te stesso.

Niente a cui pensare,
solo il respiro, e quella tua percezione di te,
 contemplando il tuo Sé, conoscendolo,
 sostenendolo, abitandoti, vivendo,
consegnandoti a ciò che realmente sai di essere:
quella coscienza, quello stato,
 quello spazio inimmaginabile
in cui tutto sei, tutto.

E ti abbandoni all’incontro, lo vivi,
lo registri e respiri.

Cosa possiedi? Il tuo Se.
Per cosa? Per consegnarlo.
Perché? Perché non è nemmeno tuo.

Respiri offrendoti
in ciò che sei, come sei,
 e in tutto ciò che hai.
 E il tuo silenzio esclama:
 prendimi, sono tuo.

Respiri e sembra che tu sia lì,
ma non lo sei.
O credi che sia nostra tanta pienezza?
Qui?
Ed è il gioco di questa esistenza.
 E più sei preciso,
chiaro ed esatto: più raggiungimento,
 più distacco, più elevazione,
 più il Nulla, la leggerezza, la sottigliezza.

È l’impegno, è l’accordo,
 è la promessa, è la verità.

Quanto ti sei offerto?
Quanto credi che sia così?
Forse credi nel tempo?

Il respiro in totale beatitudine,
 e i tuoi punti perfetti,
in linea con quello che lo splendore è.
 Tu, essendo Luce.
 Tu, in estasi.

E il cuore così vivo,
battito dopo battito,
 pulsando il tuo sentire,
 dimenticando la ragione…
Dimenticando il motivo per cui batte,
 si piega al battito stesso
 di ciò che il Sé è.

Piena consapevolezza.
 È così che produci il tuo amore,
 tranquillamente, in serenità,
avendo fiducia, prendendoti cura di te stesso, registrando
 e stimando il tuo Essere,
 senza badare a niente né a nessuno,
 ma sì, proiettando a tutto e a tutti,
 quello che sei.
 E il sentimento:
che sia solo amore ciò che batte.

Respiri profondamente,
 ravvivandoti, immaginandoti già qui,
 così come sei, così come ti vedono,
 così come senti,
considerando il momento, lo spazio,

la tua frazione, nella costante che È.

Respiri con gratitudine.
 Condividi con chi vuoi,
 ma specialmente con te, un pensiero.
 Ti avvicino il mio:
 cara sorella, trova sollievo.
 Che gli angeli ti bacino ogni giorno
 e guariscano il tuo cuore, che è il mio.

Respira profondo.

Om Namaha Shivaya

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