Il gioco pulito dell’anima

Meditación con Mataji Shaktiananda

26·03·2025

Con il tuo respiro fai in modo
che tutto si integri a te e che tu ti integri a tutto.

Fai dei respiri profondi e consapevoli,
cercando di calmarti.
Osservati bene e, anziché irrigidire il corpo
fai che sia rilassato, riposato,
e altrettanto consapevole della postura
e dell’atteggiamento richiesto, amorevolmente richiesto.

Lascia che ogni respiro ti porti più dentro,
in profondità, nella calma,
osservando ogni pensiero,
ogni tensione e, soprattutto
se qualcosa ti preoccupa, respiralo.

Immagina come il tuo respiro permea ogni cosa
e cosi come ti trovi di fronte a tanta vitalità,
ti senti vitale.
Osserva se sei disposto a farlo,
se vuoi essere in quel modo o se qualcosa
te lo impedisce, ti ostacola, ti distrae.
Calma tutto respirando.

Non chiuderti, inizialmente, a ciò che senti;
tante cose accadono quando, dalla tua quiete,
ti permetti di sperimentare ciò che contieni.
E c’è questo corpo, che percepisce, che vibra,
che diventa sensibile.
E si presentano delle sensazioni, sono persino degli stimoli,
che ti permettono di rimanere così,
così attento a te stesso, e decidi se credere o meno a
tanta meraviglia, tanta commozione,
ciò che veramente produci.

Ti attraversano correnti e scariche interne,
e tu ci credi, perché esistono.
Il tuo corpo gentile le riceve.
E il respiro aiuta, gestisce tutto.

E a poco a poco
i tuoi sensi si disattivano, ma riposano,
si prestano a ciò che sta accadendo.
Devi meravigliartene,
devi godertelo, devi calmarti,
devi credere in te.

Il respiro che produce,
la mente che risponde
e il corpo che si desensibilizza.
E tu ti trovi, sei, in quell’altro stato,
in quello spazio cosi interiore,
che non puoi nemmeno immaginare.

È il momento in cui devi concederti tutto:
libertà, pienezza, fiducia, amore,
comprensione, forza.
Tutto nel tuo respiro,
che gradualmente diminuisce,
smette di abitarti da quanto si espande.

E tu, con la tua pienezza conquistata,
la tua mente ferma, niente da sentire,
niente da ascoltare, niente da aspettarsi,
niente di cui risentirsi, niente.

E allo stesso tempo così presente, così tanto in te,
così pieno, così amato, così nel tuo raggiungimento,
superando il tormento, l’imprecisione, la sfida.
Nel progresso, nella portata, in un esempio così fedele di te.

Dirai: come faccio a registrarlo?
Solo se è vero, solo allora.
Solo se quel respiro ti porta lì.
Solo se lo stesso respiro cessa,
e la tua sospensione avviene, graviti,
opera il silenzio, ti riempi d’amore.
Quella sarebbe la verità, quella sarebbe la tua verità,
il gioco pulito della tua anima,
il fulgore della tua luce
e il manifesto puro del tuo amore.

E di cosa si tratta?
Che tu sia quello, che tu lo mantenga,
che tu sia capace di mantenere atteggiamenti nobili,
che tu creda alla tua realtà e che essa sia sana,
che non danneggi né te né nessun altro.

Che tu possa pronunciarti con sincerità,
senza ferire, senza mentire,
e che tu possa agire correttamente,
gentilmente e sanamente.

Che questo sia il tuo atteggiamento verso la vita,
e che il tuo respiro ti basti sempre
per abitare te stesso, per giustiziare la tua ombra,
per liberare le tue tensioni karmiche
e per sapere sempre credere in te stesso e continuare ad amarti.

Fai un respiro profondo,
realizzati in questo presente, ricrea la vita,
accetta chi sei, fai del bene, sii verità.

Om Namaha Shivaya

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