Ho già risolto, ho già dissolto, ho già deciso

Meditación con Mataji Shaktiananda

10·06·2026

Mi pronuncio nel mio respiro,
quello che mi cerca e che mi trova.
Mi posiziono nel mio spazio e mi siedo li.
In qualche modo mi colloco
in ciò che considero sia la mia pace,
tranquillità, quiete, serenità, calma.
Respiro consapevole, con l’impeto di amarmi.
Respiro in tutto questo e percepisco la mia commozione
di fronte al mio respiro vivo,
alle mie forze per vivere e al mio desiderio di essere di più.
Mi godo il mio respiro, mi identifico così tanto con esso,
lo amo così tanto, perché mi fa essere
questa coscienza che sono.
Mi chiedo così tante volte
Con chi o con cosa voglio entrare in contatto?
Cosa esiste? Cosa c’è?
Chi c’è lì?
E tante volte trovo questo che sono.
Mi osservo, mi prendo cura di me,
mi ascolto, mi parlo, mi accetto,
mi rimprovero, mi attacco, mi libero,
mi spavento, mi consolo.
Respiro, devo respirare tutto,
assolutamente tutto,
e devo imparare ogni giorno di più,
da tutto questo che sono,
da tutto questo che penso,
da tutto ciò che sento,
ma soprattutto, da ciò che già so percepire:
la mia essenza nella luce,
senza tanto rancore, senza tanti dubbi.
Respiro di più, mi realizzo nella mia pazienza,
che è la stessa cosa del mio amore.
Quando è stato che ho smesso di credere in me stesso,
ignorandomi, nascondendomi?
Quando è stato?
Anche se oggi so che non mi importa più,
perché oggi ho ottenuto un altro fattore determinante,
un nuovo modo di comprendere il mio Essere.
Non c’è niente nè nessuno
che neghi ciò che sono, tanto meno me stesso.
Quel io che credevo identificasse qualcosa, fosse qualcuno.
E quello che oggi so è che sono solo un Essere unico,
attento, gentile, rispettabile, considerevole,
e di cui posso fidarmi, perché già si conosce,
già si rispetta, ha già deciso
che non smetterà mai più di essere.
Respiro con piena consapevolezza,
respiro essendo e sapendo la vita che sono,
lo spazio che sono, il tempo che sono,
la forza che sono e l’Essere unico che sono.
E il mio respiro lo dice e lo rafforza,
la convinzione innata e sana
di essere il Sè.
Non ho più spazio per il dolore,
quella fuga di consapevolezza che indebolisce il mio sentire.
Non ho più spazio per il rancore,
quella menzogna orgogliosa che mi sottrae amore.
Non ho più spazio per la menzogna,
quella risorsa maliziosa che nasconde il mio Sè.
Non ho più spazio per il disamore,
ciò che mi impedisce di donare il mio Essere.
Ho già risolto, ho già dissolto, ho già deciso.
Non è più il respiro,
ora oso e posso trattenermi e so fluire,
e percepisco la costante,
percepisco la mia forza essenziale,
non mi abbandona più ed è così potente,
è così bella.
So e posso sostenermi
in questo contenimento senza respiro, senza alcun timore.
Ecco perché oggi posso dirmi con candore
e allo stesso tempo con tutta la mia forza:
Non mi ferma il mistero,
non mi ferma l’ignoranza,
non mi ferma l’abuso,
non mi ferma il falso potere,
non mi ferma l’incoerenza,
non mi ferma la confusione.
Persisto e vado avanti con la forza profonda,
del mio Sé risvegliato, compreso e amato.
Quello è l’Essere che sono,
quello è il Sé, il mio amato Sé.

Om Namaha Shivaya

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.