Prima di tutto,
rivolgiti al tuo Essere con una breve e sentita invocazione.
Respira profondamente e consapevolmente,
senza nemmeno nominarti, spersonalizzati in questo momento.
Dirai: allora a chi? Come?
Accontentati del respiro.
Concepisci quell’attenzione, quello è il Sé, il tuo Sé.
E non è nemmeno perché stia li, ma perché esso sia,
persino nel respiro, nel tuo silenzio, nella tua volontà e nella tua essenza.
Diventa il creatore di ogni respiro consapevole
e renditi presente nella tua essenza.
E tutta questa disposizione serena, calma,
e quella che pensa, sente, ti senta.
E se dice… lasciala stare; lei si concepisce da sola,
ancor più in un momento come questo,
in cui si sente comunque accudita da te, da ciò che fai.
E il respiro produce così tanto, concepisce così tanto,
e affina la tua percezione.
Metti tutto verticalmente e non fingere nulla,
apprezzati ora, apprezzati.
Che esattezza! Che dolce rigore! Che attenzione!
E inizia, inizia, inizia,
preparati, con saggezza e in modo sano,
collocati profondamente verso la tua forza, racconta a te stesso tutto,
non tralasciare nulla, non dimenticare né sottovalutare nulla,
considera tutto, fai lo sforzo.
E mantieni quel respiro,
che allo stesso modo ti ascolta e ti conosce.
Eleva un proposito, abbi fiducia in te stesso,
se hai dei rimpianti affrontali, rischia tutto.
Lo saprai, lo sai già, l’hai già saputo,
i tempi che corrono e come stai e sei in essi.
E sai più su di te, di quello che contieni, di quello che sei.
E al respiro che trattiene, che ascolta allo stesso modo,
che produce e pronuncia tutto ciò che sei e vuoi.
Di fronte a chi? Cosa o chi ti ascolta? L’Essere che È.
Allora diglielo, allora respira, allora vivi.
E già dici, cercherai elaborazioni, argomenti, persino scuse.
Nessuna sarebbe valida. Il Sè lo sa, ti conosce.
Allora resta lì, adattati lì, sospenditi,
riduciti all’istante, comprimiti. Non respiro.
E quando sei pronto, rilascia, libera ed espandi con cautela.
E mentre fai precisione ai tuoi respiri sottili,
annuncia, non ciò che speri,
ma ciò che già è, ciò che già sei, ciò che già esiste.
E riserva, abbi fiducia in ciò che ti sei proposto.
Ti ricordi della tua breve invocazione?
Mio amato Essere:
gli incroci avvengono, le forze proteggono,
la verità ti illumina, il Sè ama,
considera ancora di più la tua proposta, respirala,
e soprattutto ringrazia te stesso,
non scoraggiarti per nulla, non prestare attenzione alle sciocchezze.
Respira con fiducia,
niente è più potente della verità,
niente racchiude tanto potere quanto la verità,
niente ti permette di amarti così tanto
quanto la tua più pura e salda verità.
Om Namaha Shivaya


