L’anima resiste senza risentimenti

Meditación con Mataji Shaktiananda

30·07·2025

Rimani attento al tuo respiro,
alla consapevolezza con cui lo fai.
Che ogni respiro sia prodotto, sentito,
e precisamente che ciò ti produca calma,
in modo che tu possa disporre il tuo sguardo
verso l’interno e possa trovarti lì,
in quell’immensità,
che dalla tua calma tu possa trovare te stesso
da ciò che il respiro è.

Lo stesso respiro ti calma
e stabilizza la tua mente.
Non è che la riduca a nulla,
si amplifica da ogni pulsazione mentale,
da ciò che accade lì, quella mobilitazione neuronale.

Tutto inizia a calmarsi,
i tuoi occhi si acquietano, anche la lingua,
ed è quiete anche se nulla cessa,
tutto continua ad operare lì,
dentro di te, nella tua profondità.

Inizi a produrre, allo stesso modo, pienezza,
una soddisfazione così sottile, senza esaltazione,
senza alcuna emozione se non questo raccoglimento,
questa interiorità, e gli stessi pensieri si modulano,
pensano a te così come ti trovi, come sei,
ti vengono offerti e persino si arrendono davanti a te, per te.
Non si sentono nemmeno prigionieri né sotto pressione,
né con una reale esigenza, al contrario,
si consegnano al Sé che sei.
Sanno chi sei.

E il respiro breve, così intimo, così sereno,
è una comunione tra il respiro, il pensiero
e il tuo sentire più elevato.
Non si presenta una sola sensazione,
il sentimento è dell’anima,
che non ha bisogno di alcuna percezione,
se non di quel sottile nutrimento che il tuo respiro è,
cosi cosciente com’è, così volontario, così esatto.

Persino i pensieri sono regolati dalla tua anima,
nella calma, senza tensione, sobbalzo, ansia.
Vuole stare così, nella quiete, nel silenzio.
È una istanza e rimani lì.
È allo stesso modo un’istanza creata da te.
Quanto spazio senza tempo!

E il respiro-sussurro di cui ti nutri,
e l’anima in gioia, anche se provi pena,
anche se ti lacera il dolore, anche se ti senti morire.
L’anima resiste senza risentimento
perché è soggetta a ciò che l’Essere è,
più che a questo, a ciò che credi di essere,
a ciò che credi di patire, di soffrire.
Verificalo.

Vivi in un’altra realtà, sei lì,
anche se giochi ancora a questa irrealtà
e ti accontenti, e persino agisci,
soprattutto perché gli altri credano lo stesso.
Sospeso il respiro, innecessario.
L’anima non respira.
Sostieniti.
Fino a quando la paura e ciò che la sua infelicità è?
Non prestarti né cedere.
Che si confondano gli altri, tu no.
Abbi fiducia, perché in ogni raggiungimento sei di più,
ti pronunci di più, ti conosci di più,
ti permetti l’esattezza, l’equilibrio, la temperanza.

Espandi il respiro.
E cosa c’è? Chi?
E sapendo bene che è tutto e tutti, compiacitene.
Sei nel mondo, con le sue atrocità,
contemplandole, commuovendoti,
sapendo bene che c’è così tanto da fare,
così tanto da amare.

Quindi respiri perché questa vita è e la vivi
come vuoi e come è,
attento a te stesso, rispettando ogni essere,
evitando di cadere e agire nel vuoto,
assistendoti con la luce e persino gridando,
affinchè ci sia più consapevolezza nella luce,
più forza, più bene.

Respiri di più ed esprimi il sentimento dell’anima,
per te e per tutti,
e produci luce attraverso quello che il tuo amore è.
Non è perché lo dici,
è per quello che sei e per quello che farai.
Proponiti sempre, realizza, agisci, ama di più.

Om Namaha Shivaya