Non te lo chiedo più, so che mi ami

Meditación con Mataji Shaktiananda

07·05·2025

Prendi consapevolezza del respiro,
ogni inspirazione, costante e sentita.
Espira svuotandoti e lascia che
anche i tuoi pensieri si depositino lì.
Pensa in modo meraviglioso a ciò che vuoi respirare;
e pensa in modo sano: cosa vuoi rilasciare, liberare.
Semplificati e fai richieste giuste e necessarie,
finché non le diluisci e rimani lì, così consapevole;
cosi tanto che ti dai il permesso di essere,
di operare, all’interno della sfera che hai costruito,
all’interno di quella che è la tua luce, per abitarti.
Sentiti per di più assistito, sostenuto
e permettiti inoltre di compiacerti di questo,
di essere nel tuo bene, nel tuo principio di amore
e di essere sereno.
Volersi bene in questo modo, ti calma.
Esprimi internamente questo sentimento:
mi voglio bene, voglio bene a me stesso.
E da lì, tutto.
Voglio cosi tanto bene a me stesso…
e a partire da questo desiderio, aspiro l’amore,
l’amore che è, che esiste, che sono.
Io sono il mio amore e ogni respiro è il mio amore,
quello che contengo, quello che produco,
quello che proietto.
E il respiro scorre così calmo,
senza preoccupazione, senza sospetti,
senza tensione, con tutto il mio amore.
Questo è il mio amore
e lo percepisco.
Non è un bisogno fisico.
Come sento il mio amore?
Da quale condizione?
Qual’è la mia risorsa umana,
per sapere, per sentire, quello che il mio amore è?
Respiro riempiendomi d’amore.
Mi riempio, mi riempio,
anche se non so nemmeno cosa sia
né da dove venga o chi me lo dia.
È forse una sostanza?
È un elemento?
È un’essenza?
È cosi tanto, che è tutto?
E io sono forse un canale?
Cosa me lo fornisce?
Da dove proviene il flusso?
E quando sento la pienezza,
cosa succede?
Esiste una misura, esiste un limite?
C’è controllo, c’è riserva?
E il respiro risponde,
il respiro misura,
e c’è un registro.

Respiro e mi riempio,
trattengo e sostengo,
mi riservo e mi sento in pienezza.
E dell’amore, l’amato,
il Sè, la coscienza.
E l’espressione incontenibile:
amato Sè, amata coscienza,
sto amando me stesso.
Quanto posso? Quanto è?
Quanto ancora? Quanto?
Non chiedo più, so che mi ami,
io sono la risposta.
Non chiedo nulla, do me stesso.
Riempimi pienamente,
non ho alcuna misura, né restrizione.

Mi apro nella luce, contemplo il mio Sè,
opero nel bene, pronuncio la verità,
non intendo fare del male, scelgo di essere.
Promessa dell’anima, fiducia pura,
riconosco i tuoi alleati,
mantengo fedeltà e dedizione.
Soltanto amore.
Ristabilisco il gioco,
non dimentico più.
Amerò di più.
Sono tuo, sono in te, sono te.
Di fronte a tutto questo, solo gratitudine
e la forza necessaria,
la comprensione esatta
e il respiro finché non sarà sufficiente.
Mi benedico con il giusto proposito
di essere l’amore che sono.

Om Namaha Shivaya

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