Dedizione è l’anima che gioisce

Meditación con Mataji Shaktiananda

21·05·2025

Oggi sei qui.
Assicurati di essere qui,
di sentirti qui, di sapere che sei in te.

E il modo è così semplice,
è solo il tuo respiro, il tuo fiato,
quello che stabilisci.
Quando ti rendi presente,
ti realizzi nel tuo presente.
Quel sentirti vivo, attivo, cosciente.

Il che non implica altro,
che scorra in te, allo stesso modo,
l’accettazione di chi sei.
Quindi respira attentamente.

Esamina te stesso senza troppo rigore.
Che cos’è questo che riposa qui?
Cosa contiene?
Che cos’è? Che cosa ha fatto?
Cosa prova? Cosa si aspetta?

Lascia che tutto ciò
si muova lì,
nel tuo interiore più profondo,
nell’ampiezza di ciò che è la tua mente,
credendo di essere te.

Il respiro che sostiene,
ciò che potrebbe diventare un’agitazione,
se non domini te stesso.

Chi sei?
Cos’hai fatto?
Cosa ti determina?
Cosa ti interessa?
Cosa conta per te?
A cosa stai giocando?
Ne sei consapevole?
Respira quanto ti serve,
magari per alleviarti,
ancor più, se ti conosci in qualche modo.
Esamina te stesso.

Sei padrone del tuo pensiero?
Oppure ti opprime, ti soffoca o ti reclama?
E, in ogni caso, respira, cosi profondamente…

Esamina quanto sei riuscito ad acquietare,
quanto giace lì, nella tua mente,
quanto è in grado di sostenere,
il che non garantisce che tu sia in pace con te stesso.

Ci sono menti che si esaminano,
si distendono, perfino si rilassano,
e non sanno cosa sono e cosa contengono.
Ecco perché sei qui,
fai questo, ti prendi cura di te stesso, ti concentri,
e, idealmente: ti arrendi, ti consegni;
con questo straordinario sostegno,
il tuo respiro, consapevole e tenace.

È meditare un esame mentale?
Dovremmo
permanentemente esaminare noi stessi?
Sarebbe necessario qualificarsi,
sapendosi esaminare?
Entrerebbero forse in gioco più ragione e giudizio?

Ascolta attentamente: arrenditi.
Consegna la tua mente, esponila.

Sii paziente, sii misericordioso,
fai giustizia, esigi a te stesso risoluzioni
e, soprattutto, abbi fiducia.

Come abbiamo già detto:
mente mia, permettimi di essere,
sciogli le tensioni,
respingi la bugia, espanditi.
Mente mia, diventa consapevole,
non recriminare più, non nasconderti.
Mente mia: impara a brillare
con la verità che sei.
Tu sei la mia verità.
Come rifiutarti? Come nasconderti?
Come non amare?

Il respiro non esiste nemmeno,
è la sospensione, è il raggiungimento,
è la non-mente e il passaggio a tutto il resto,
la pulsazione, il battito costante
e la forza che attrae.

E l’anima gioisce.
È dedizione.
È quando, senza un destino,
senza nemmeno una meta,
nel silenzio e nell’estasi più completi,
tutto cessa e la resa si consuma.
Amato Padre…

Fai un respiro profondo,
è così che andiamo, scalando,
nei raggiungimenti, nelle rese.

Respiri di più,
ritorni al tuo qui, adesso,
consapevole di essere,
magari di ciò che tu sia,
e ringrazi, ringrazi te stesso,
la tua volontà e la tua bontà
la tua amata anima, disposta.

Om Namaha Shivaya

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