Ottieni amore e arrenditi

Meditación con Mataji Shaktiananda

05·02·2025

Cerca sempre di stabilizzarti respirando,
controllandolo amorevolmente quello che è il tuo respiro.
Man mano che diventi più consapevole di ogni respiro
qualcosa ti accade, ti stabilizzi,
diventi più presente
e, quel che può essere ancora più bello:
senti che ami te stesso.

Ti stai regalando un momento così intimo,
così personale, così necessario.
Ed è parte del tuo amore, quindi riconoscilo,
accettalo, vivilo e gioisci.

Sentiti felice, sapendo inoltre tutto ciò che sta accadendo.

Lascia che il respiro ti raggiunga,
che stabilisca la sincronia con il tuo spazio,
lì, con il momento che vivi
e con chi sei oggi.

Esprimi interiormente:
questo è il mio respiro oggi,
per chi sono oggi,
per ciò di cui ho bisogno oggi,
per ciò che voglio oggi,
per ciò che percepisco oggi.

Espandi quel respiro,
in modo che non solo ti raggiunga, ma che si proietti
e abbia effetto su ciò che stai donando a te stesso
e ciò che offri.

Presta attenzione al tuo respiro, percepiscilo bene,
intuiscine la qualità.

In qualche modo ti rendi conto
che hai sempre meno paura di respirare così.
Hai capito di più,
hai osato di più, hai avuto fiducia.

E la mente lo permette, si apre,
si adegua, si acquieta.
Osserva quello, mettila alla prova
e, se ti sfida, respira, calmala.
E lascia che sia essa a regolare tutto il tuo sistema.

Non lasciare che nulla venga alterato,
il corpo è così compiaciuto
e, se solo lo sapessi, così grato.

Sa che ti sostiene, che ti accompagna
e tu lo apprezzi.
E il respiro, così calmo, così fluido,
così piacevole e sentito.

Dirai: che cos’è questo rifugio?
Di fronte a tanto sconvolgimento, tanti attriti, tanti scontri,
tanta indifferenza, tante tensioni,
che cos’è questo rifugio?
Sei tu, è la tua quiete, è il tuo stato, è il tuo Essere.

Dirai: a cosa mi sottopongo?
Di fronte a cosa e a chi mi arrendo?
Cosa mi sono procurato?
Cosa sono venuto a vivere?

E respiri, perché un reclamo, nemmeno lontanamente.
Se c’è una discordanza, impegnati.
Se manifesti rabbia, fai una revisione.
Se ti dibatti in interroganti, ascolta.
Se invece c’è gioia, prenditi cura di te stesso.
Se raggiungi accettazione, celebra te stesso.
Se hai raggiunto una comprensione con amore, arrenditi.

A chi? Dirai.
A chi?
A ciò che sei, a ciò che sai da lì,
a ciò che hai definito, a ciò che hai compreso,
a ciò che sai esiste,
e non opponi più resistenza né neghi più.

E il respiro, assolutamente prescindibile.
Mettiti a prova.
È quando tutto diventa silenzio,
non hai bisogno di niente.
È quando si presenta ciò che è la resa,
ciò che stai disponendo,
dando, trasferendo, connettendo, collegando,
a ciò che è la coscienza.

È quando spontaneamente
tutto ti viene ricevuto e tutto ti viene donato.
Amata coscienza, sono qui,
essendo chi sono, amandomi, servendoti,
consegnandomi, cos’altro?

Pronuncia il tuo nome silenziosamente
e avverrà la comunione.
Amata coscienza, sempre potrò,
sempre saprò, sempre sarò.

Respiri a tuo piacimento,
essendo già qui.
Respiri con gratitudine e con una sottile promessa:
non voglio ferire nessuno, stimo me stesso e apprezzo.
Non voglio nascondere nulla, non ho bisogno di mentire,
mi ascolto e lascio parlare
e, soprattutto, il mio impegno è amare
e amare me stesso ancora di più.

Respiro nella pace, respiro nella verità,
respiro nell’amore, respiro.

Om Namaha Shivaya

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.