Non rinunciare al tuo dono

Presta attenzione al respiro più di ogni altra cosa, fai in modo che la mente faccia quel compito, istruiscila, e falle sapere cos’è il tuo respiro. Anche se…

Di Mataji Shaktiananda

Non rinunciare al tuo dono

Presta attenzione al respiro più di ogni altra cosa,
fai in modo che la mente faccia quel compito, istruiscila,
e falle sapere cos’è il tuo respiro.
Anche se non accetta che il tuo respiro sia tutto,
non cercare di convincerla,
lei arriva da sola fino a quel respiro e lo assume vitale.

Allora ti collochi in ciò che sai di essere,
oppure, in ciò che credi di essere; c’è differenza.
Respiri e ti ricrei nel tuo manto eterico,
quello che ti copre, così come ti circonda,
e lo nutri respirando consapevolmente,
così consapevole di questo presente che vivi.
Che il tuo respiro lo rafforzi e in un certo modo ti protegga.
Che non sia tanto, in modo da non isolarti
e tu possa percepire la realtà che gioca, da lì,
dal tuo Essere consapevole di tutto ciò che è,
di ciò che contiene.

Ti rassereni, che il tuo respiro ti rassereni,
e che anche la tua ragione si rassereni,
soprattutto quando credi di non capire
tante ragioni proprie e altrui.
E ancora di più, quelle che si impongono.

Ognuno ha, contiene,
sostiene, mantiene, la propria ragione.
È la dote, così sei stato creato e non è una cosa da poco.
È stato concepito come un dono: avere, contenere la ragione,
spazio nel sistema, una mente, un cranio,
un cervello esecutore e una capacità.
Questo era l’ideale dall’idea che sei,
dell’essere che sei.

E la dotazione si è evoluta
di pari passo con i tuoi respiri, quelli più consapevoli,
comprendendo finalmente, la finalitá: renderti Essere,
renderti Essere, renderti Essere, essendolo.

Come?
E il respiro è andato oltre, sempre di più.
Forse ci hai creduto, si è creduto,
un traguardo, un risultato,
ma era la tua realtà, la realtà, l’unica:
crearti nella consapevolezza, respirare con consapevolezza,
respirare per la consapevolezza, respirare essendo consapevolezza.

Quale altra ragione?
E lungi dall’essere una fissazione mentale,
è il tuo desiderio più forte.

Che cosa è successo?
Ed è successo così tanto, ci è successo così tanto,
abbiamo fatto in modo che accadesse così tanto.
E si è persa così tanta ragione,
siamo diventati dementi,
abbiamo perso così tanta consapevolezza.
E il fuoco creatore?
E la luce eterna?
E l’amore incondizionato?
E la pace tra gli esseri?

E il tuo respiro?
Che continua a custodire e proteggere così tanto.
Non chiedermelo, tanti non li riconosco nemmeno più…
Lo dico senza giudicare, prela il mio amore.
Che cosa rimane?
E anche se non ci credi: avere ancora più fiducia.
Fiducia, fiducia.

Non rinunciare al tuo dono,
meno se eserciti la tua luce, la tua bontà, il tuo amore.
Persisti, abbi più fiducia in te stesso.

Respira con forza,
con ciò che sai è il tuo coraggio,
con il quale hai superato
quello che sono le tue ferite.
Il funesto non si nasconde più,
anzi, è esposto.
Non temere nulla e nessuno.

Mantieni il tuo respiro, conforta la tua anima,
segui la tua verità,
riconosci il male e non affliggerti,
dai coraggio a te stesso e trova in chi.
Lo sai, solo l’azione parla,
comunica nella verità, non tacere.
Ma con fermezza e forza nel tuo silenzio,
quello che ti protegge dallo stolto.

Apri il tuo cuore con ogni respiro consapevole,
solo questo chiede la coscienza.

Dona te stesso e dona amore, sii costante.

Ti sono grato per essere.

Om Namaha Shivaya

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