PRECEPTTORE:
SHANKARACHARYA SWAMI DIVYANAND
Shankaracharya Swami Divyanand Teerth Maharaj (1953–2019) è stato uno dei più importanti rappresentanti della tradizione spirituale dell’India. Come Pontefice del Monastero di Bhanpura, occupava una posizione di rilievo nel lignaggio che risale ad Adi Shankaracharya, figura chiave nell’organizzazione del pensiero vedico e della spiritualità del Sanatana Dharma — la cosiddetta “Legge Eterna”.
Durante la sua vita, Swami Divyanand promosse una visione della spiritualità fortemente impegnata nello sviluppo della coscienza. Era conosciuto non solo in India, ma anche in Europa e nelle Americhe, per la sua saggezza, umiltà e capacità di trasmettere insegnamenti spirituali in modo diretto e profondo.
Il suo lignaggio, uno dei più antichi della tradizione vedica, conserva e trasmette un sapere millenario centrato sull’esperienza dell’Essere e sull’unione con la Coscienza Divina.
Nel aprile 2019, Swami Divyanand lasciò il piano fisico, elevando la sua coscienza in comunione con i principi del Signore Shiva, al quale aveva dedicato la sua esistenza con totale devozione. Il suo lascito continua a vivere attraverso i suoi discepoli e l’insegnamento che ha incarnato e diffuso.
L’Incontro
Nel marzo 2006, durante un pellegrinaggio spirituale in diverse città sacre dell’India, si verificò un incontro significativo tra Shankaracharya Swami Divyanand e Shaktiananda, nella città di Rishikesh.
Coloro che furono testimoni di quell’evento lo descrivono come qualcosa che andava oltre una semplice coincidenza: una connessione profonda tra due cammini che si riconoscevano a vicenda.
I Shankaracharya, guide massime di uno degli ordini più antichi e rigorosi del pensiero vedico, mantengono solitamente tradizioni molto strette, inclusi certi limiti nel contatto con stranieri o donne.
Tuttavia, in questo caso, queste convenzioni sembrarono sciogliersi naturalmente. Fin dal primo momento, si stabilì un riconoscimento autentico e rispettoso, senza bisogno di intermediari o spiegazioni.
Swami Divyanand espresse allora la sua volontà di concedere a Shaktiananda un’iniziazione.
Sebbene inizialmente si pensasse di realizzarla in India, essa ebbe luogo qualche mese dopo in Venezuela, durante una visita del Maestro a quel Paese.
In una cerimonia intima, in un luogo naturale considerato sacro, si svolse la trasmissione dello Shaktipath, una forma di benedizione energetica associata alla tradizione del Signore Shiva.
Questo incontro segnò l’inizio di una relazione spirituale profonda.
Secondo le parole di alcuni discepoli, fu anche parte di un processo più grande: l’intenzione di stabilire un nuovo centro di coscienza in America Latina, con il sostegno di antiche tradizioni che riconoscono, in ogni epoca, le forme viventi attraverso cui la saggezza può manifestarsi.
Biografia
SWAMI DIVYANAND TEERTH JI
Shankaracharya del Monastero di Bhanpura
(1953 – 2019)
Swami Divyanand Teerth Ji nacque il 4 gennaio 1953 nello stato dell’Uttar Pradesh, in India, in una famiglia brahmina con una forte tradizione spirituale e accademica.
La sua formazione iniziale si svolse tra le colline del nord-est indiano, con una brillante carriera negli studi di letteratura inglese a Guwahati e Shillong.
Nei suoi primi anni professionali fu insegnante e giornalista, fino a quando, all’età di 27 anni, rispose a una chiamata interiore che lo portò a lasciare la vita convenzionale alla ricerca della verità.
Per anni pellegrinò attraverso l’India, ricevendo insegnamenti da diversi santi e saggi.
Trovò la sua realizzazione nella pratica della contemplazione solitaria in templi dedicati a Shiva, specialmente durante una lunga permanenza di oltre tre anni in un santuario remoto, esperienza che lui stesso definì come di “estasi spirituale”.
Fu iniziato come Swami da Sua Santità Harishawaranand Teerth Ji a Chitrakoot, luogo associato agli anni di esilio di Rama.
Ricevette anche insegnamenti da grandi maestri come Swami Vishnu Ashram Ji Maharaj, e si formò nei principali testi della conoscenza vedica: la Bhagavad Gita, gli Upanishad, lo Shiva Mahapuran, tra gli altri.
Assunse l’Advaita Vedanta — la filosofia della non-dualità — come nucleo del suo insegnamento.
Nel 1989, durante il Kumbha Mela di Allahabad, fu nominato undicesimo Shankaracharya del Monastero di Bhanpura da Swami Ram Ashram Ji Maharaj, in una delle più grandi congregazioni spirituali del mondo.
Da quel momento, consacrò la sua vita alla diffusione del Sanatana Dharma, la spiritualità universale, portando il suo messaggio in tutta l’India e anche oltre i suoi confini.
Fu il primo Shankaracharya a viaggiare fuori dall’India, un passo senza precedenti in quell’ordine millenario.
Visitò oltre 25 nazioni — tra cui Giappone, Russia, Regno Unito, Cina e Stati Uniti — portando un messaggio di unità, pace e saggezza, attraverso conferenze, incontri interreligiosi e cerimonie.
Oltre al suo ruolo di guida e maestro, fece numerosi pellegrinaggi a piedi in luoghi sacri dell’India, dalle grotte dell’Himalaya al profondo sud, condividendo il suo insegnamento con comunità rurali e urbane, in una vita segnata dall’umiltà, dal servizio e dalla devozione.
Il 20 aprile 2019, Swami Divyanand Teerth lasciò il corpo, secondo i suoi discepoli, elevando la sua coscienza verso i regni del Signore Shiva.
Il suo lascito rimane vivo in coloro che ricevettero la sua guida e nei cammini di coscienza che ancora oggi ne onorano la memoria.
Messaggio di Shankaracharya Swami Divyanand
“L’Amore e il Perdono non sono per i codardi.
L’Amore e il Perdono sono atti di esseri coraggiosi…
Qui abbiamo come esempio Shaktiananda,
che si è offerta a sé stessa, e così ha ottenuto tutto come rivelazione,
senza bisogno di studiare;
non ha conseguito studi della Tradizione Vedica.
Come può sapere ciò che sa?
Perché le è stato rivelato. Il libro che ha scritto riguarda i diversi modi di consegnarsi a Dio;
e ciò che scrive non è un riferimento ad altri libri,
ma ciò che ha ricevuto nelle sue meditazioni e stati di Connessione.
Quindi, se vedete una giovane venezuelana che è stata in grado di farlo,
anche voi potete farlo. Siate devoti a Dio,
una vita devota vi porterà alla più alta gloria nella Luce.
DIO VI BENEDICA”
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